Rapporto sull'economia valdostana 2011

Ricerca condotta dall'economista Massimo Lévêque

Breve abstract del report presentato in occasione
della Giornata dell'Economia 2011

La fase più acuta della grave crisi internazionale, che ha colpito i paesi industrializzati, sembra essere alle spalle anche se, per le economie europee, gli effetti da essa provocati sono stati rapidi e di particolare intensità,  mentre la ripresa si presenta più lenta e graduale.

Mentre la crescita mondiale resta sostenuta e intorno al 5 per cento, nell'Eurozona l'andamento è assai più lento (1,8 per cento nel 2010), e con dinamiche di crescita diseguali tra Paesi.

In Italia, la crescita del PIL registrata nei primi due trimestri del 2010 è proseguita, sebbene a ritmi assai più contenuti, nei due successivi, raggiungendo complessivamente nell'anno l'1,3 per cento; la dinamica dei redditi reali ancora negativa ed il peggioramento dei saldi commerciali sull'estero hanno però limitato il potenziale di crescita determinato dalla ripresa delle esportazioni. A inizio 2011 l'occupazione in Italia risulta ancora ai minimi raggiunti nel corso dell'estate del 2010 e la crescita dei consumi delle famiglie è  rimasta moderata.

In questo complesso e difficile scenario - europeo e soprattutto nazionale - in Valle d'Aosta l'impatto macroeconomico della crisi è apparso quantitativamente meno intenso che a livello nazionalela crisi si è però concentrata, in anticipo e con maggior vigore, sul settore manifatturiero, in particolare quello esportatore e la propagazione geografica e settoriale della crisi, ha esteso nel 2009 gli effetti recessivi ad altri settori dell'economia locale, in particolare commercio e turismo.

Nel corso dell'ultimo anno, non sono mancati i segnali di una positiva inversione di tendenza: a livello macroeconomico, dopo un 2009 recessivo (-4,4%), il PIL regionale è tornato a crescere, così come le esportazioni e gli investimenti industriali; i consumi finali, dopo due anni di flessione, hanno interrotto il loro trend al ribasso e il turismo, dopo un 2010 ancora incerto, nel primo trimestre 2011 fa segnare una crescita significativa di arrivi e presenze.

Non paiono, invece, ancora superate alcune criticità generate dalla crisi:

  • il mercato del lavoro nel corso del 2010 nel complesso ha evidenziato il permanere di tensioni e difficoltà, e il tasso di disoccupazione a fine 2010 supera la soglia del 5%;
  • nel comparto industriale permangono le tensioni dal lato finanziario e si allungano i tempi medi di riscossione dei crediti;
  • tra le famiglie si registra una riduzione della consistenza dei depositi bancari e un incremento dei prestiti, mentre un innalzamento del livello dei prezzi, in Valle d'Aosta più marcato rispetto al dato nazionale concorre a determinare ulteriori riduzioni del potere d'acquisto.

In questo scenario con luci ed ombre, il sostegno fornito dal bilancio regionale e dal sistema delle partecipate pubbliche all'economia locale, risulta svolgere un ruolo ancora più essenziale, anche se costituiscono elementi di non poco peso, in questo contesto, la contrazione delle disponibilità e della capacità di spesa dell'amministrazione regionale prodotta dalla  manovra correttiva dei conti pubblici e la modifica dell'ordinamento finanziario regionale conseguente al percorso attuativo del federalismo fiscale.

Anche per il 2011 e per il terzo anno consecutivo, la Regione ha ritenuto necessario mantenere e rafforzare il pacchetto di misure anti-crisi, introdotto a fine 2008, valutabile in circa 100 milioni di euro all'anno e riguardante famiglie e imprese.

Il sistema economico locale sta dimostrando che vi sono le condizioni per uscire dalla difficile fase di crisi, anche se il ritorno ai livelli produttivi ed occupazionali del 2008 mediamente potrà richiedere ancora almeno un biennio.

Le direttrici su cui si stanno delineando i percorsi di ripresa sono principalmente centrate su:

  • l'innovazione, che è il principale strumento a disposizione delle imprese per mantenere quei differenziali di qualità e competitività in grado di proteggerle dalla concorrenza; l'aumento della produttività richiede uno sforzo per innovare anche sui piani organizzativo, contrattuale, e delle relazioni industriali. La flessibilità diviene un fattore strategico ma può essere condivisa e produrre benefici solo se accompagnata da sistemi a forte premialità e condivisione sia dei processi decisionali sia dei risultati;
  • l'internazionalizzazione, che è una via obbligata per agganciarsi, direttamente o indirettamente, alla domanda estera, cercando così di accelerare i tempi di uscita dalla crisi. Ciò è possibile sia per le imprese "export-oriented" sia per quelle inserite in "cluster nazionali" aventi sbocchi sui mercati esteri.

A livello locale, nel settore industriale non va persa di vista la possibilità di agganciarsi alla dinamica della domanda estera, investendo in "internazionalizzazione" o riposizionandosi verso quelle filiere produttive orientate ai mercati esteri. Quindi occorre sostenere con tutti i mezzi a disposizione chi esporta e aiutare chi vuole iniziare a farlo, anche attraverso la costituzione di "reti di imprese", ricercando nuovi mercati di sbocco per i  prodotti.

La positiva crescita della domanda estera, e la crescita economica e del tenore di vita dei Paesi emergenti, si traducono anche in domanda di servizi turistici. Il complesso ed articolato sistema di offerta turistica locale, deve essere attrezzato per cogliere e sviluppare tali opportunità. Unicità, qualità ed efficienza costituiscono i fattori chiave di successo

In un territorio come quello valdostano, una riflessione sulle opportunità che possono generare sviluppo e valorizzazione della cosiddetta "Green Economy" e dei relativi "Green Jobs" parrebbe importante. Un sforzo imprenditoriale in tal senso sarebbe auspicabile e potrebbe anche trovare supporto nelle politiche formative e di alta istruzione che la Regione può porre in essere grazie alle proprie competenze e strumenti

In ultimo, ma non meno importante, dai servizi per la qualità della vita, già di buon livello in Valle d'Aosta ma con continui bisogni evolutivi, possono nascere ulteriori occasioni di impresa, anche nel settore "non-profit", e di occupazione. Un sistema di welfare locale  ancora più articolato, potrebbe, da un lato, creare valore socio-economico aggiuntivo e, dall'altro, se costruito con la regìa delle politiche regionali, potrebbe beneficiare anche delle disponibilità finanziarie che sempre meno potranno essere indirizzate alle imprese ma che, verso cittadini o famiglie, al momento risultano relativamente meno limitate da vincoli nazionali o comunitari.

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