Rapporto sull'economia valdostana 2009

Ricerca condotta dall'economista Massimo Lévêque

"La Valle d'Aosta ha tutti i requisiti per uscire rinforzata dalla crisi"

"Con l'impegno e la determinazione di tutti, la Valle saprà uscire da questa crisi rinforzata e con un proprio ruolo economico nell'arco alpino e nell'Euroregione Alpi mediterraneo". Sono le parole di speranza con le quali il presidente della Chambre Pierantonio Genestrone ha terminato il suo intervento introduttivo alla Giornata dell'economia 2009, organizzata nel pomeriggio di oggi presso l'Università della Valle d'Aosta.

Nel presentare il quadro d'insieme del 2008, Genestrone ha sottolineato che: "quello che sembrava un anno di lenta ma significativa ripresa della nostra economia è stato scombussolato da un ultimo trimestre che qui, come nel resto del mondo, ha sovvertito ogni previsione, andando a mettere in totale e, oserei dire, definitiva crisi, un modello economico in cui a farla da padrona non era più l'economia reale".

"In particolare - ha aggiunto il presidente della Cambre - per quanta riguarda la nostra regione, bisogna ammettere che tutto sommato gli effetti della crisi, oltre a giungere in ritardo, paiono essere di una portata inferiore rispetto al media nazionale. Pertanto, il tanto vituperato modello o sistema Valle d'Aosta ha saputo contenere i danni nella portata e nel tempo, tanto che, ad esempio, la disoccupazione è cresciuta, ma rimane a livelli contenuti. Con ciò, non nego la crisi e non voglio far sembrare le cose meno gravi di quelle che sono. Quello che voglio significare è che in Valle d'Aosta gli effetti gravi e strutturali ci sono ma sono mediamente di portata inferiore".

"Gli strumenti approntati dalla Regione per rispondere alle emergenze di privati e imprese - ha proseguito Genestrone - si sono dimostrati efficaci. Sta ora alle associazioni di categorie, sotto il coordinamento della Regione e con il supporto tecnico-organizzativo della Chambre trovare delle risposte a quello che è diventato l'ordinario. Da parte nostra - e BuYn'vda e la prossima edizione di Rigenergia lo dimostrano - c'è la disponibilità a creare dei momenti importanti per valorizzare l'imprenditoria valdostana, premiando chi investe in nicchie produttivo-commerciali, valorizzando e incentivando le eventuali collaborazioni con il nostro polo universitario e, soprattutto, supportando discorsi sinergici e di rete tra realtà economiche valdostane anche differenti, così da arrivare a coinvolgere trasversalmente il mondo produttivo della nostra Regione".

Il presidente della Chambre ha quindi lasciato la parola a Massimo Lévêque, autore dell'analisi economica, di cui si propone un breve sunto.
Anche in Valle d'Aosta le conseguenze della grave crisi internazionale iniziano a manifestarsi già nel 2008 e, dai pochi indicatori congiunturali disponibili, si accentuano nel corso dei primi mesi del 2009.

In effetti per il 2008:

a) viene indicata una flessione - seppur lieve - del valore aggiunto regionale che, dopo un biennio di crescita superiore al dato medio nazionale, mostra una brusca frenata;

b) il commercio con l'estero risente della contrazione degli scambi internazionali e le esportazioni valdostane, dopo anni di crescita a tassi assai elevati, si riducono del 18%;

c) il numero di nuove imprese non compensa quello delle imprese cessate, incrementatosi rispetto al 2007 del 38% e pertanto lo stock di imprese registrate al 31 dicembre 2008 risulta del 2,8% inferiore a quello dell'anno precedente;

d) il mercato del lavoro, caratterizzato in Valle d'Aosta da elementi di stabile solidità, evidenzia per la prima volta dal 2005 segnali di lieve regressione nei tassi di attività e di occupazione - in particolare tra la componente maschile - unitamente all'incremento, per la verità assai contenuto, del tasso di disoccupazione, passato dal 3,2 al 3,3 per cento pur in costanza del numero di persone in cerca di occupazione. La situazione di difficoltà in cui si trovano alcune imprese industriali induce a prevedere, per i prossimi mesi, un ulteriore deterioramento del quadro.

e) anche in Valle d'Aosta, il sistema economico risente delle conseguenze derivanti dalla crisi internazionale del credito, e l'andamento dei prestiti a fine anno fa segnare un rallentamento, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, sia per le imprese dell'industria manifatturiera e delle costruzioni sia per le famiglie.

Anche alcuni dati relativi ai primi mesi del 2009 indicano che gli effetti della congiuntura negativa non si sono esauriti:

a) le ore di CIG ordinaria e straordinaria nel primo trimestre del 2009 risultano in Valle triple rispetto a quelle dello stesso periodo del 2008 e pari a circa i ¾ di tutte le ore utilizzate nello stesso intero anno;

b) le periodiche indagini trimestrali realizzate da Confindustria Valle d'Aosta indicano per i primi mesi del 2009 un deterioramento ulteriore del quadro rispetto all'ultimo periodo del 2008, caratterizzato da una netta contrazione non solo della produzione ma anche degli ordinativi, interni ed esteri, che si accompagna ad un peggioramento nell'utilizzo degli impianti e ad un calo della produttività delle imprese industriali:

c) la variazione annua dei prezzi rilevata dall'ISTAT per la Valle d'Aosta nei primi due mesi del 2009 (+0,6% gennaio su gennaio e +0,9% febbraio su febbraio) risulta inferiore ad dato medio nazionale ed è in calo sia rispetto a dicembre 2008 (+1,1%) sia ai corrispondenti mesi dell'anno precedente (+2,9 +2,9 e +2,6 per cento), sottendendo un quadro di affievolimento generalizzato della domanda, in particolare dei consumi;

d) arrivi e presenze turistiche, nei primi tre mesi del 2009, sono risultati in calo, rispetto allo stesso trimestre del 2008, rispettivamente del 9 e dell'11 per cento contro incrementi rispettivi del 5 e del 6% fatti ancora registrate nel mese di dicembre. Andamento simile per i clienti agli impianti di risalita (primi ingressi) che nell'intera stagione crescono sulla precedente dell'3% circa ma con un +28% registrato alla fine del periodo natalizio, e, malgrado l'abbondante innevamento, una flessione superiore al 4% nei restanti mesi della stagione.

Le previsioni disponibili disaggregate a livello regionale (Prometeia e Unioncamere) risultano sostanzialmente concordi nell'indicare anche per la Valle d'Aosta un 2009 a carattere ancora recessivo, con, per Prometeia, una flessione del valore aggiunto superiore ai due punti percentuali, un 2010 caratterizzato ancora da criticità congiunturali e staticità degli indicatori, ed una ripresa a partire dal 2011, con tassi di crescita nuovamente intorno all'1,2-1,3 per cento.

Da questo scenario difficile, in larga parte conseguenza di "cause esterne" all'economia locale, dai dati disponibili si possono comunque evincere elementi confortanti riguardo alla tenuta del sistema locale, che possono lasciar guardare al superamento dell'attuale fase di crisi con una certa fiducia:

  •  il quadro obiettivamente positivo dei tradizionali indicatori di "benessere" dell'economia locale (reddito e valore aggiunto pro-capite, reddito disponibile e patrimonio medio per famiglia, livello e composizione dei consumi, raccolta bancaria) che, seppur con differenziali decrescenti rispetto alla media nazionale ed alle aree di confronto, costituiscono un reale ed efficace ammortizzatore nei confronti della negativa congiuntura;
  • una situazione di quasi "piena occupazione" in cui si evidenziano più tensioni dal punto di vista qualitativo (mismatch su posizioni a più alta qualificazione) che quantitativo, ove la domanda continua ad essere soddisfatta anche grazie al dinamismo della componente migratoria;
  • grazie al favorevole contesto istituzionale in cui agisce, è stato possibile per la Regione Valle d'Aosta adottare tempestivamente un pacchetto di misure "anti-crisi", destinate ad imprese e famiglie, con la duplice funzione di attenuare gli impatti della crisi e di assecondare, non appena si paleserà, la futura fase di ripresa.

In particolare:

  • per le imprese, sono state disposte misure a sostegno della liquidità, che consentono la sospensione per 12 mesi dei pagamenti delle rate dei mutui contratti con la Finaosta;
  • per le famiglie, sono state adottate misure volte a proteggere il potere d'acquisto (il reddito disponibile) quali, anche in questo caso, la sospensione per 12 mesi dei pagamenti delle rate dei mutui sulla casa contratti con la Finaosta e la riduzione del 30% di parte dei costi della bolletta energetica;
  • per i cittadini o i residenti in situazioni di disagio reddituale, sono stati previsti un bonus per il riscaldamento, l'esenzione di alcune tasse e tariffe locali, il versamento dei contributi volontari a disoccupati a meno di tre anni dal raggiungimento del diritto alla pensione, il sostegno ai versamenti dei contributi alla previdenza integrativa.
  • Il superamento senza gravi conseguenze della attuale situazione di crisi dipenderà dunque - oltre che dalla rapidità con cui essa si evolverà a livello internazionale e nazionale - anche dalla capacità del locale sistema produttivo di intervenire, ove possibile, sui propri punti di debolezza e di cogliere, sapendone intravvedere i contorni, le nuove opportunità che la fase successiva alla crisi potrà offrire.

Tra le criticità su cui intervenire, possono essere richiamate:

  • le diseconomie di dimensione, superabili non soltanto attraverso processi di aggregazione formali ma anche mediante la costituzione di " reti" di imprese coordinate e funzionalmente collegate;
  • la relativamente bassa propensione ad innovare, conseguenza anche, da un lato, di non sufficienti volumi di investimenti destinati alla R&S e, dall'altro, delle difficoltà che le imprese incontrano a reperire, in ambito locale, risorse con adeguata qualificazione in ambito tecnico-scientifico;
  • anche in relazione con i due precedenti punti, un innalzamento generalizzato dei livelli di produttività e della qualità delle produzioni che, se si esclude il comparto energetico, al momento non pongono le imprese valdostane in posizione competitiva, soprattutto sui mercati esteri.

Tra le opportunità che possono essere intraviste si possono segnalare:

  • il basso livello dei tassi di interesse reali che caratterizza l'attuale congiuntura, favorevole ad assecondare programmi di investimento;
  • un'offerta di lavoro relativamente superiore a quella disponibile nelle fasi di crescita rapida, con positive conseguenze per le imprese sul fronte delle retribuzioni reali;
  • le prospettive di ripartenza del settore automobilistico ed il possibile ruolo di player mondiale della FIAT, da sempre generatore di un indotto capace di interessare anche il tessuto di piccole imprese valdostane;
  • le aspettative riposte dai più attenti osservatori in una ripresa centrata sullo sviluppo della cosiddetta "green economy" - legata alla valorizzazione delle risorse naturali e ambientali, delle energie rinnovabili, delle bio-produzioni, delle tipicità - nei confronti della quale le caratteristiche delle aree alpine e della Valle d'Aosta appaiono particolarmente compatibili e vocazionalmente appropriate.

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